Il completamento del recupero degli edifici colpiti dal sisma del 2012 e la successiva rifunzionalizzazione di molti di essi consente di concentrare l’attenzione su specifici immobili che richiedono oggi un’implementazione delle dotazioni o una riconfigurazione relativa alla destinazione d’uso.
Si possono quindi identificare tre categorie di immobili su cui concentrare le scelte dei prossimi anni.
I primi immobili da considerare sono quelli con una funzione già definita, per i quali occorre provare a introdurre migliorie e adeguamenti funzionali. In questa categoria rientra di certo la Chiesa di San Francesco, per la quale si dovranno trovare le risorse per progettare e realizzare interventi impiantistici (impianto termico e bagni) che ne consentano una fruizione in tutti i mesi dell’anno. Anche per il Palazzo Ducale, che pure ha caratteristiche del tutto differenti, ci sarà la necessità di terminare i lavori sull’ala Sud e per realizzare l’ascensore, così come si dovranno trovare i finanziamenti per realizzare il giardino, già progettato.
In tale categoria ricade anche la Torre Civica, sulla quale si darà seguito alle progettazioni già individuate, da finanziare attraverso lo strumento dell’Art-Bonus.
Il secondo tipo di immobili riguarda quelli ancora in attesa di ricevere nuove funzioni, quali la Chiesa delle Cappuccine o Palazzo Fracassi: sarà necessario capire come convertirli, a seconda delle esigenze del tessuto associativo o del mondo scolastico.
L’ultima categoria di immobili, certamente più difficile ma affascinante e sfidante, è costituita da quelli che nel medio periodo potrebbero cambiare funzione.
In particolare, in caso di completo trasferimento degli uffici dell’AUSL all’interno dell’Ex Paralupi Fiorani, l’Ex Ospedale Civile rappresenterebbe una grande occasione per rigenerare un intero settore urbano, potendo inserire all’interno di un immobile già messo in sicurezza una serie di funzioni legate ai servizi culturali (biblioteca, archivi, spazi di coworking, auditorium, spazi per le arti, spazi per giovani, etc.) con una forte propensione a diventare un luogo di aggregazione intergenerazionale e interculturale.
Certamente, consci della mole di un intervento di tale portata, si prediligerà un approccio per stralci e incrementale nel tempo, ponendo le basi per una attuazione progressiva.
Nel lungo periodo, la realizzazione di questo progetto permetterebbe di liberare Palazzo Frattini, consentendo di insediarvi altri servizi unionali o sovracomunali.
Un’ulteriore area che merita una riflessione più approfondita è quella dei Magazzini comunali in Via Spalti: questa ha infatti caratteristiche incongrue rispetto al contesto urbano.
Infine, l’amministrazione comunale dovrà gestire la fase conclusiva del progetto “San Girolamo Hub”, finanziato con un bando regionale sulla rigenerazione urbana e che vedrà la rinascita dell’ex circolo della frazione per ospitare spazi polifunzionali.
Come indicato, le caratteristiche morfologiche, architettoniche e di questi immobili permettono di inserire, ampliare e portare servizi di carattere comunale e sovralocale, rappresentando quindi una delle maggiori occasioni per rivitalizzare il Centro Storico e l’intero territorio guastallese, aumentando i flussi di lavoratori, operatori e fruitori dei singoli servizi.
La riqualificazione degli edifici pubblici dovrà continuare a garantire il mantenimento del patrimonio storico e architettonico per le future generazioni e allo stesso tempo affrontare la sfida del cambiamento e promuovere l’innovazione e lo sviluppo economico, culturale e sociale del territorio, anche con forme nuove di utilizzo degli spazi.
Oltre alla rifunzionalizzazione degli immobili per usi e funzioni pubbliche, un altro filone di rigenerazione urbana dovrà essere orientato alle politiche abitative per implementare politiche di social housing in grado di intercettare sia esigenze delle fasce più svantaggiate (giovani e anziani) sia quei flussi di lavoratori temporanei (insegnanti, infermieri, medici, neoassunti delle aziende del territorio) che oggi faticano a trovare alloggi con locazioni accessibili.
Sarà pertanto necessario mappare e individuare immobili sia pubblici che privati che presentino caratteristiche idonee a una riconversione abitativa, individuando al contempo lo strumento e le fonti finanziarie più adeguate a creare un sistema di alloggi a canone convenzionato capaci di attrarre e mantenere persone sul territorio.In questo sarà fondamentale stabilire una forte collaborazione pubblico-privata che condivida la mission e gli obiettivi da raggiungere.
