CONSIGLIO COMUNALE DEL 16 FEBBRAIO – Convenzioni scuole paritarie e protocollo MAB Unesco

CONSIGLIO COMUNALE DEL 16 FEBBRAIO – Convenzioni scuole paritarie e protocollo MAB Unesco

Punto 1. Comunicazioni del Sindaco

Nelle sue comunicazioni, il Sindaco ha fatto un passaggio sullo sfratto avvenuto in questi giorni nelle abitazioni di proprietà del Comune.
Come riportato anche in un Comunicato del Comune, nell’ottobre 2015 l’amministrazione ha inviato una lettera a tutti i cittadini assegnatari di alloggi pubblici, invitando chi si trovava in una situazione di morosità a prendere contatti con i servizi sociali per regolarizzare la posizione debitoria e a questo invito ha risposto la maggior parte degli interessati, con i quali il Comune ha iniziato un percorso di recupero del debito.

In alcuni casi, la morosità non è stata risolta e sono state messe in campo tutte le misure di tutela possibili prima di arrivare allo sfratto esecutivo, come l’opportunità di svolgere tirocini lavorativi retribuiti.
Inoltre, il Comune ha verificato scrupolosamente la posizione dei minori, con la volontà di garantire loro un’ adeguata assistenza qualora la famiglia non sia in grado di assicurare una giusta collocazione e i servizi sociali sono pronti a seguire ogni assistenza.

Tuttavia, verificata l’impossibilità di intraprendere un percorso di estinzione del debito dei morosi, è diventato necessario procedere allo sfratto, anche perché tali atteggiamento ledono i diritti di chi dispone di un alloggio popolare e paga correttamente e delle 70 famiglie in lista d’attesa. È notizia riportata sui quotidiani, che nel caso di morosità in questione, dopo lo sfratto sono stati forzati i sigilli e la famiglia è rientrata nell’alloggio, occupando quindi abusivamente i locali.

In questa vicenda esprimiamo pieno sostegno e vicinanza all’azione della Giunta e dei Servizi Sociali, che in questi mesi hanno messo in campo tutte le azioni possibili per gestire al meglio la situazione.

Punto 2. Comunicazioni del Presidente del Consiglio

Il presidente ha comunicato che il gettone di presenza della seduta del 27/10/2016 è stato devoluto interamente per la ricostruzione post-Terremoto del Centro Italia, affidando la quota alla Provincia di Reggio Emilia e i suoi canali.

Punto 3. Approvazione verbali di seduta del 27/10/2016, 29/11/2016, 20/12/2016

Punto 4. Interrogazione presentata dal gruppo consiliare “Per Guastalla” riguardante le dichiarazioni stampa del Sindaco pubblicate in data 12/01/2017

L’interrogazione del gruppo di centrodestra era riferita alle dichiarazioni del Sindaco relativamente agli accertamenti sull’IMU sui terreni edificabili, chiedendo quali altri Comuni della Bassa Reggiana avessero adottato delibere sui valori medi delle aree edificabili e come si sono comportati.

Come scritto nel report del Consiglio Comunale di dicembre, grazie all’ufficio tributi unico dell’Unione dei Comuni è stato possibile accertare l’evasione sull’IMU relativamente agli anni da 2010 a 2014, durante i quali non si era compiuto un lavoro di controllo adeguato. In quegli anni, il Comune di Guastalla risultava infatti l’unico Comune tra quelli dell’Unione Bassa Reggiana a non aver mai approvato i valori delle aree fabbricabili: alcuni Comuni (Novellara, Reggiolo, Boretto, Luzzara) hanno puntualmente deliberato i valori ogni anno, altri Comuni (Gualtieri, Poviglio, Brescello)  li hanno deliberati periodicamente , confermandoli implicitamente di anno in anno  oppure procedendo ad adeguarli  in base all’andamento del mercato immobiliare. In questo senso vanno intese le parole del Sindaco quando dice “quasi tutti i Comuni dell’Unione”: alcuni Comuni  hanno sempre deliberato, anche quando dovevano solo confermare i valori, altri lo hanno fatto  quando si sono registrate variazioni dell’andamento del mercato che rendevano  non (più) adeguati i valori vigenti. In relazione alla richiesta sulle modalità e i tempi di applicazione del disposto di cui all’art. 36 del decreto Bersani, occorre preliminarmente specificare qual è l’ambito e la portata di tale norma. Per far ciò è necessario innanzitutto partire dalla definizione di area fabbricabile ai fini ICI e IMU. L’art.. 2, comma 1, lettera b) del D.Lgs. 504/1992 prevede che “per area fabbricabile si intende l’area utilizzabile a scopo edificatorio in base agli strumenti urbanisti generali o attuativi ovvero in base alle possibilità effettive di edificazione …”.

Lo scontro interpretativo in passato si era incentrato sulla necessità che l’area fabbricabile,  per poter essere considerata tale,  dovesse avere una immediata utilizzabilità edificatoria ovvero potesse essere sufficiente l’inclusione in uno strumento urbanistico generale. Il decreto Bersani  interviene proprio per  chiarire qual è il momento a partire dal quale un terreno è da considerarsi edificabile ai fini fiscali.  Con Ordinanza n. 41/2008, la Corte Costituzionale ha sancito la piena legittimità costituzionale della legge Bersani. Per la Corte “La potenzialità edificatoria dell’area, anche se prevista da strumenti urbanistici solo in itinere o ancora inattuati, costituisce notoriamente un elemento oggettivo idoneo ad influenzare il valore del terreno e, pertanto, rappresenta un indice di capacità contributiva adeguato, ai sensi dell’art. 53 Cost., in quanto espressivo di una specifica posizione di vantaggio economicamente rilevante; e ciò indipendentemente dalla eventualità che, nei contratti di compravendita, il compratore, in considerazione dei motivi dell’acquisto, si cauteli condizionando il negozio alla concreta edificabilità del suolo, trattandosi di una ipotetica circostanza di mero fatto, come tale irrilevante nel giudizio di legittimità costituzionale”.

La disposizione del decreto Bersani prevede principalmente obblighi in capo ai contribuenti, sia ai fini ICI/IMU, sia ai fini dell’imposte erariali (solo in caso di compravendita dell’area) per imposte indirette (imposta di registro, IVA)  e per imposte dirette (plusvalenze tassabili).
Nel caso in cui un terreno sia inserito in un piano regolatore adottato dal Comune (anche se non ancora approvato e in assenza di strumenti attuativi del medesimo) l’ICI o l’IMU devono essere versate “non più come terreno agricolo” ma come area fabbricabile: ovviamente il valore dell’area sarà diverso a seconda che l’area sia inserita in un piano regolatore adottato ma non ancora approvato (PSC adottato), che sia inserita in un piano già approvato ma senza strumenti attuativi del medesimo (PSC approvato ma non inserita in POC), ovvero che sia compresa in piano approvato con strumenti attuativi (area in POC). Il passaggio da una all’altra di queste fasi comporta un aumento di valore dell’area stessa, motivato dal fatto che più un’area si avvicina alla fase di “immediata edificabilità” più il valore di mercato aumenta. L’unico obbligo che deriva dal decreto Bersani a carico dei comuni è quello di adeguarsi, in sede di controlli, al disposto della norma.

Ribadiamo quindi il nostro favore e il nostro totale appoggio all’azione che sta intraprendendo la Giunta e l’Unione dei Comuni attraverso l’ufficio tributi unico, attraverso il quale si è potuta omogeneizzare la situazione su tutto il territorio e andare ad accertare l’IMU non pagato. Crediamo infatti, che tale comportamento sia rispettoso in primis di chi ha pagato i tributi secondo quanto dovuto e in secondo luogo di chi, anche dopo errori nel pagamento, ha avviato un percorso di ravvedimento.

Punto 5. Interrogazione presentata dal gruppo consiliare “Per Guastalla” riguardante l’organizzazione della fiera di Santa Caterina – variazioni di bilancio di spesa

L’interrogazione chiedeva ragguagli in merito alla Variazione di bilancio di 5.000 Euro del 17/11/2016 per lo svolgimento della Fiera di Santa Caterina.
In relazione alla manifestazione Fiera Santa Caterina 2016, complessivamente sono stati impegnati:

  • € 7.000 per la Fiera vera e propria (€ 2.000 di spese diverse, prevalentemente manifesti e pubblicità, e € 5.000 di contributi all’Associazione che l’ha curata, ossia nel 2016 l’Ass.Pro Loco, a tal proposito si allega la delibera di giunta n. 137/2016 di approvazione della convenzione).
  • € 12.000 per le Luminarie (10.000 col primo atto, il n.606, e 2.000 successivamente con la determina n.714/2016 per l’estendimento delle luminarie in Piazza Mazzini – anche se sappiamo che tale estendimento costerà in realtà al comune circa € 700 per l’intervento di alcuni sponsor locali) .

Inoltre l’Associazione Gemellaggi ed Eventi ha organizzato sempre in occasione della Fiera, e sotto la direzione/in collaborazione col Settore Cultura, una sfilata di moda con la partecipazione dei commercianti locali ed una contestuale raccolta di fondi tramite acquisto e successiva rivendita di prodotti tipici della zona di Norcia colpite dal terremoto.

Il Responsabile del Settore Cultura con propria Determinazione n° 654/2016, ha poi erogato un contributo all’associazione Gemellaggi ed Eventi di € 2.240,00 così suddiviso :

  • € 1.600,00 per organizzazione dell’evento di via Passerini (14 gazebi oltre al personale messo a disposizione per allestire l’evento, dal montaggio, alla sistemazione del feltrone rosso d’invito sulla via, al rapporto con i fornitori per allestimenti tecnici, service, palco, e relativo smontaggio serale per ripristinare la viabilità);
  • la rimanente somma di € 640,00 è stata erogata a titolo di contributo per il viaggio dell’associazione in Umbria, (noleggio furgone e spese di carburante autostrada ecc.). L’associazione ha poi acquistato proprie spese i prodotti da porre in vendita durante la fiera di Santa Caterina.

La variazione di bilancio oggetto dell’interrogazione si è resa necessaria per finanziare la maggiore spesa per le Luminarie (nel 2015 era stata circa di 7.000 euro, rispetto ai 12.000 circa del 2016), in realtà essendo i fondi per la fiera stati previsti nel bilancio 2016 tutti su un capitolo di spesa per beni e servizi, mentre la convenzione con Pro loco ha poi previsto l’erogazione di un contributo, in sede di variazione è stato predisposto un incremento di 5.000 euro sul capitolo dei contributi, ma in realtà la variazione finanziava le maggiori luminarie.    Nel dettaglio la variazione è stata la seguente:

  • meno 5.000 dal capitolo di spese per la fiera e più 5.000 sul capitolo di contributi per manifestazioni fieristiche (convenzione pro loco);
  • più 5.000 euro per maggiori spese per luminarie sul capitolo di spese per la fiera.

Come si vede il saldo della variazione ha portato ad un più 5.000 euro sul capitolo contributi per manifestazioni fieristiche, anche se in realtà la maggiore spesa non prevista originariamente a bilancio riguardava le luminarie.      L’urgenza della variazione di bilancio effettuata nella giunta del 17/11/2016 stava nel fatto che le luminarie dovevano essere realizzate in tempo per l’evento fieristico del 25/11/2016 ed il consiglio era calendarizzato per il giorno 29 cioè in una data successiva alla fiera.

Punto 6. Ordine del giorno presentato dal gruppo consiliare “Per Guastalla avente ad oggetto “punto nascita del reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale S. Anna di Castelnovo ne’ Monti”

L’ordine del giorno presentato da “Per Guastalla” chiedeva un impegno al Sindaco affinché si attivasse presso gli organi competenti per esprimere la propria contrarietà alla chiusura del Punto Nascite dell’Ospedale di Castelnovo ne’ Monti.

L’erogazione dei servizi sanitari da parte di tutti i soggetti coinvolti, pubblici o  privati che siano, non può prescindere da una situazione di compatibilità economica complessiva e da una gestione che ne garantisca l’appropriatezza, l’efficienza e la sicurezza per i cittadini che ne fruiscono. Da queste considerazioni nasce la previsione normativa di chiudere, su tutto il territorio nazionale, i “Punti Nascita” degli ospedali che non raggiungano un numero di parti almeno pari a 500 nell’anno, ritenendo che vengano in questo modo a mancare (oltre alla compatibilità economica) gli standard minimi di qualità e sicurezza per gli utenti.  Le regioni possono chiedere deroghe motivate al Ministero della Salute, volte a mantenere aperti questi Punti Nascita. Il Punto Nascita dell’Ospedale S.Anna di Castelnovo Monti, che ad oggi può contare su soli 150 part l’anno, rientra dunque tra quelli previsti in chiusura.

La direzione AUSL ha manifestato parere contrario al mantenimento del Punto Nascita mentre l’assessore regionale alla Sanità ha lasciato aperta la possibilità di valutarne il mantenimento a seguito del parere tecnico sui requisiti di sicurezza che uscirà dalla Commissione consultiva tecnico-scientifica “Percorso Nascita”, recentemente  istituita. Al di là degli aspetti tecnici, che saranno considerati dai soggetti competenti, è indubbio che  l’Ospedale S.Anna,  unico presidio nella zona di montagna della nostra provincia, che serve un bacino d’utenza di circa 10.000 abitanti in un un’area vastissima, con località e frazioni che distano anche 70 km  (un’ora e 40 di percorrenza in condizioni climatiche favorevoli) da Reggio Emilia, rappresenti  un servizio molto importante. Ed è per questi motivi che abbiamo espresso vicinanza e incoraggiamento alle Comunità di Castelnovo ne’ Monti e di tutta la nostra Montagna.
Tuttavia, il percorso indicato dalla Regione, con l’apposita Commissione tecnica e con il dialogo costante con i territori, è già la risposta al problema posto. Inoltre, la stessa Regione ha garantito di recente che investirà sull’Ospedale S.Anna oltre 2 Milioni di Euro. Attenderemo quindi le valutazioni della Commissione, a cui ci si dovrà attenere.

Poiché l’iter e il processo decisionale sul futuro del Punto Nascite del S.Anna è già stabilito ed offre le dovute garanzie di dialettica democratica e di valutazione tecnica, ci siamo astenuti, poiché la richiesta effettuata dall’ordine del Giorno non avrebbe potuto incidere in alcun modo sulla scelta finale.

Punto 7. Approvazione atto di convenzione tra il Comune di Guastalla e le scuole dell’infanzia autonome esistenti sul territorio comunale
Punto 8. Approvazione atto di convenzione tra il Comune di Guastalla e le sezioni primavere e le sezioni nido aggregate alle scuole dell’infanzia del “Bambino Gesù” di Pieve, San Girolamo, “Dr. Pietro Benassi” di San Martino e “Minelli Borella” di San Giacomo

La Commissione Consiliare Affari Istituzionali e Bilancio ha esaminato in modo approfondito i testi e i punti qualificanti delle nuove convenzioni con le Scuole dell’Infanzia Autonome FISM del territorio di Guastalla (n. 6, nel centro e nelle frazioni) e le sezioni Nido e Primavera autonome (servizi attivati da 4 di questi istituti).
Rispetto a quelle precedenti in Consiglio abbiamo evidenziato i punti di forza:

  • Estensione della durata da 3 a 5 anni, per consolidare e migliorare la rete di servizi 0-6 anni, puntando sempre di più, con la legislazione nazionale e regionale, a potenziare un sistema che offre servizi di qualità a bambini e famiglie, pur nelle differenze degli enti gestori;
  • Attivazione di una commissione paritetica composta anche dal sindaco e due consiglieri comunali (uno di maggioranza e uno di minoranza) che realisticamente segua il rispetto degli accordi e i contenuti delle convenzioni, collaborando con gli istituti;
  • L’onerosità del contributo di ogni anno, nella distizione tra nidi e scuole dell’infanzia, è supportato da un’intensificazione degli scambi tra FISM e uffici comunali, dei dati e dei requisiti pubblici che le scuole dovranno garantire, dal personale al rispetto delle norme;
  • La graduale adozione, nel corso del secondo biennio, dello strumento dell’ISEE, per introdurre criteri di equità e giustizia sociale nella compartecipazione delle famiglie al costo dei servizi convenzionati, in riferimento alla ricchezza certificata.Queste novità, in particolare l’ultima, rappresentano un sicuro scatto di qualità e sviluppo di un sistema educativo integrato che, per la storia di Guastalla nel campo del welfare e per il futuro di servizi (considerando le trasformazioni demografiche, le difficoltà di reddito, i mutevoli bisogni delle nuove famiglie), avranno sempre più bisogno di investimenti e attenzioni unitari, sotto il controllo pubblico.

I due punti sono passati con il voto favorevole di Guastalla Bene Comune e con l’astensione delle minoranze.

Punto 9. Parere in merito all’approvazione dello schema di Protocollo d’Intesa finalizzato al raggiungimento del riconoscimento “MAB-UNESCO delle Aree del Medio Po”

Come ultimo punto, è stato portato in Consiglio Comunale il parere relativamente al Protocollo d’Intesa per il raggiungimento del riconoscimento “MAB-UNESCO” per le aree del Medio Po.
In tal modo, insieme ad oltre 50 Comuni ubicati sull’asta del Grande Fiume, si presenterà la candidatura presso l’Unesco per essere riconosciuti come Area MAB (Man and the Biosphere), riserve in cui si intende promuovere e dimostrare una relazione equilibrata tra comunità umana ed ecosistemi. La candidatura dell’Area del Medio Po (da Piacenza a Fellonica) è già stata presentata nei mesi scorsi e dovrà essere formalizzata entro Settembre 2017.
Chiedendo un parere all’Aula, si è edotto tutto il Consiglio (passaggio non obbligatorio) dell’iniziativa in atto, anche per il ruolo di Comune capofila nella Provincia di Reggio Emilia che avrà Guastalla.

Il punto è stato approvato all’unanimità.

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