La pandemia da Covid-19 non solo ha stravolto la vita di tutti i cittadini, ma ha anche mostrato l’importanza di mantenere, tutelare e implementare il Servizio Sanitario Nazionale: questo oggi mostra evidenti segni di crisi dopo anni di tagli, acuiti ancora di più dalle recenti scelte governative.

La carenza di risorse e personale è un dato di fatto, rispetto al quale andranno ponderate tutte le scelte di assetto futuro della sanità a scala sovralocale. 

Ad oggi, non tutti i servizi che caratterizzano il nostro ospedale sono stati riattivati e non si è tornati a pieno regime nell’erogazione delle prestazioni, creando difficoltà che si riverberano sul territorio reggiano e mantovano.

Rimane quindi ancora inattuato il Piano Attuativo Locale (PAL) del 2019 di riordino della rete ospedaliera della Provincia di Reggio Emilia, il quale prevedeva un ruolo centrale dell’Ospedale Civile di Guastalla come secondo nosocomio della Provincia per importanza e dimensione. 

Gli investimenti programmati in strutture e strumentazioni porteranno un sicuro valore aggiunto sul territorio. Si pensi innanzitutto agli oltre 7,5 milioni di Euro per il recupero dell’Ex Paralupi-Fiorani, che andrà ad accogliere la Casa di Comunità e l’Ospedale di Comunità.

La messa in attività di questo nuovo polo socio-sanitario dal giugno 2026 sarà una delle priorità dei prossimi anni, attraverso la quale implementare le politiche di welfare e di cura. 

A ciò si aggiungeranno gli investimenti previsti di miglioramento sismico e di sostituzione delle apparecchiature sanitarie dell’Ospedale Civile.

Rimane tuttavia ancora aperto il tema relativo ai servizi di Pediatria, Ostetricia e Punto Nascite, così come sarà da monitorare e difendere il servizio di urologia e cardiologia. 

Tale situazione, insieme a quella delle prestazioni specialistiche e delle liste d’attesa, non riguarda certamente una competenza dell’Amministrazione Comunale; il Comune però potrà avere un ruolo proattivo affinché siano mantenuti e tutelati i servizi ospedalieri locali, con l’obiettivo di restituire all’Ospedale di Guastalla il suo ruolo di polo attrattore anche oltre i confini distrettuali. 

L’Amministrazione Comunale dovrà quindi continuare a essere parte attiva nella programmazione socio-sanitaria, attraverso l’attuazione del Piano Sociale e Sanitario della Regione Emilia Romagna, strumento di programmazione integrata nell’ambito dei servizi e degli interventi sociali e sanitari, ponendo con forza il ruolo fondamentale di un ospedale di come quello di Guastalla, in grado per la sua posizione baricentrica nel contesto mediopadano di attrarre utenti e pazienti anche tra i residenti in Lombardia, in un bacino di oltre 200.000 abitanti. 

Gli investimenti sulle infrastrutture dovranno essere però accompagnati da interventi in materia di personale. Per questo, attraverso le politiche abitative e l’offerta di servizi integrati del territorio, si dovranno stabilire modalità con cui offrire al personale sanitario fuorisede condizioni vantaggiose per insediarsi sul territorio e scegliere l’ospedale di Guastalla rispetto ad altri contesti.