Dopo i due anni segnati dalla pandemia, i flussi turistici a Guastalla sono tornati simili a quelli pre-Covid, sia nel numero di presenze e pernottamenti sia nel numero di contatti dello UIT. 

La riapertura dell’Ostello (già dal 2018) e l’incremento delle strutture extra-alberghiere hanno sicuramente influito in queste tendenze, alle quali concorrono anche le azioni di marketing turistico coordinate a livello di Unione dei Comuni. 

Guastalla è inoltre entrata all’interno di importanti circuiti, quali quello dei “Castelli del Ducato”, la Via Matildica del Volto Santo e Destinazione Turistica Emilia. 

Tuttavia, molto rimane da fare per rendere il nostro territorio più attrattivo per i flussi turistici, sfruttando la vicinanza con grandi città d’arte quali Mantova, Verona e Parma.

In primo luogo andrà creata una sinergia stabile tra gli eventi di richiamo sovralocale del territorio (Piante e Animali perduti, Georgica, Gnoccata, Handmade Festival, manifestazioni sportive, etc.) e azioni di marketing turistico a tutto tondo, coinvolgendo pubblici esercizi, commercianti, etc.  Inoltre, sarà importante stabilire un momento di analisi e confronto dopo ogni manifestazione con gestori e operatori locali, in modo da individuare sempre miglioramenti da applicare e punti di forza da consolidare. 

Nel corso dell’anno, la transizione da UIT a IAT (Informazione e Accoglienza Turistica) ai sensi della riforma dei servizi di informazione turistica regionale, che avrà sede proprio a Guastalla per tutta la Bassa Reggiana, permetterà lo sviluppo di politiche turistiche comuni per tutto il territorio. In particolare, si pensa all’istituzione di una “Bassa card” per la fruizione di musei, spazi culturali, etc. che consenta di generare un vero circuito dei luoghi turistici sia per residenti che per visitatori. 

A ciò si dovrà affiancare un rafforzamento dei circuiti di turismo ciclabile, con mappe adeguate e una cartellonistica più chiara e uniforme sul territorio.

Si dovrà avere l’obiettivo di legare le eccellenze culturali e monumentali a quelle ambientali, vendendo la Bassa come un’esperienza unica di turismo all’avventura e dai ritmi umani. 

Al contempo, sarà necessario istituire un tavolo degli operatori del settore turistico (b&b, strutture alberghiere, affittacamere, pubblici esercizi, etc.) che si confronti costantemente ed elabori annualmente proposte anche per sviluppare una maggior integrazione tra l’offerta turistica gestita dalla parte pubblica e l’offerta ricettiva di imprese e commercianti.