REPORT CONSIGLIO COMUNALE DEL 25 SETTEMBRE

REPORT CONSIGLIO COMUNALE DEL 25 SETTEMBRE

REPORT CONSIGLIO COMUNALE DEL 25 SETTEMBRE

Il Consiglio Comunale del 25 settembre, oltre a dare risposta a numerose interpellanze/interrogazioni delle minoranze, ha avuto al centro l’approvazione di importanti atti quali il Bilancio Consolidato, l’aggiornamento del Contributo di costruzione e l’approvazione del Piano comunale delle attività estrattive.

Infine è stata votata la mozione di Guastalla Bene Comune per rendere Guastalla un Comune Plastic free.

1. Comunicazioni del Sindaco

2. Comunicazioni del Presidente del Consiglio Comunale

3. Interpellanza presentata dal Gruppo Consiliare ‘Avanti Guastalla” riguardante la tecnologia 5G nel Comune di Guastalla

L’interpellanza chiedeva di riferire se e come la tecnologia 5G possa essere concretamente essere messa in atto a Guastalla e quali misura di cautela l’Amministrazione Comunale intendesse assumere allo scopo di ridurre l’impatto di inquinamento elettromagnetico.

Si riporta di seguito la risposta data dall’Assessore Luca Fornasari.

“A proposito dell’interpellanza presentata dal gruppo “Avanti Guastalla”, è opportuno fare un approfondimento. Il 26/02/2019 si è tenuta a Roma, presso la IX Commissione Permanente dei Trasporti, un’indagine conoscitiva sulle nuove tecnologie delle telecomunicazioni, con particolare riguardo alla transizione verso il 5G ed alla gestione dei big data.

Tra i membri della commissione vi era anche il Dott. Alessandro Polchetti, che fa parte del Centro Nazionale per la Protezione delle Radiazioni e Fisica Computazionale dell’Istituto Superiore di Sanità. Riprenderò, dunque, parte della sua relazione, che è comunque consultabile online oppure scaricando il video dell’udienza sul sito del Ministero.

Piccola premessa: la prossima introduzione della tecnologia di telefonia mobile di quinta generazione (5G) darà luogo a nuovi scenari di esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici a radiofrequenza che saranno emessi in bande di frequenza (694-790 MHz, 3,6-3,8 GHz e 26,5-27,5 GHz) diverse da quelle utilizzate attualmente per la telefonia mobile (da 800 MHz a 2,6 GHz). Uno degli aspetti di particolare novità del 5G consiste nel fatto che non sarà finalizzato solo alla comunicazione tra persone, ma anche al cosiddetto “Internet delle cose”. Queste onde, durante la loro propagazione, non riescono a penetrare attraverso gli edifici o comunque a superare ostacoli. Per questo motivo sarà necessario utilizzare le cosiddette small cells. Ciò comporterà l’installazione di numerose antenne ravvicinate.

Per comprendere quanto le preoccupazioni in termini di rischi alla salute siano fondate è necessario conoscere ed esaminare le conoscenze scientifiche attuali circa i rischi connessi all’esposizione a campi elettromagnetici a radiofrequenza

Esistono, ad oggi, standard internazionali di protezione che definiscono limiti di esposizione ai campi elettromagnetici. In Italia per i sistemi fissi per le telecomunicazioni e radiotelevisivi sono previsti limiti di esposizione (Imperativi) e valori di attenzione (da rispettare nei luoghi adibiti a permanenze prolungate da parte della popolazione) più restrittivi dei limiti internazionali in quanto finalizzati alla tutela della salute anche rispetto a eventuali effetti a lungo termine.

La possibilità di rischi per la salute a lungo termine è stata e continua ad essere oggetto di numerosissimi studi scientifici, sia di tipo osservazionale direttamente sugli esseri umani (studi epidemiologici), sia di tipo sperimentale su animali in vivo e su cellule in vitro. L’insieme degli studi disponibili è stato esaminato da diverse commissioni nazionali e internazionali di esperti, nel corso degli anni, al fine di valutare se l’esposizione ai campi elettromagnetici provochi danni alla salute umana.

Secondo la IARC, il complesso degli studi esaminati e valutati nel 2011, non supporta l’ipotesi di cancerogenicità dei campi elettromagnetici, con l’eccezione di alcuni studi epidemiologici di tipo caso-controllo che hanno evidenziato, a differenza di altri analoghi studi, un aumento del rischio di glioma (un tumore maligno del cervello) e di neurinoma del nervo acustico (un tumore benigno) in relazione all’uso intenso di telefoni cellulari.

Un problema, continua la relazione del Dott. Polchetti, comune agli studi caso-controllo era che l’utilizzo di telefoni cellulari veniva accertato retrospettivamente sulla base di questionari con i quali veniva chiesto ai partecipanti di ricordare numero e durata delle conversazioni telefoniche, anche a distanza di molti anni dall’inizio d’uso. Per questo motivo la IARC ha definito l’evidenza proveniente da questi studi come “limitata” in quanto, anche se potrebbe essere dovuta ad un reale nesso di causa-effetto tra esposizione ai campi elettromagnetici emessi dai telefoni cellulari e insorgenza dei tumori, non si possono escludere altre spiegazioni come una distorsione dei risultati.

Inoltre, questo aumento di rischio non è stato osservato in altri studi epidemiologici e non è stato confermato dai numerosi studi sperimentali condotti su animali e su cellule. Per questi motivi la IARC ha classificato i campi elettromagnetici a radiofrequenza solo come “possibilmente cancerogeni per gli esseri umani” (gruppo 2B) e non come “probabilmente cancerogeni per gli esseri umani” (gruppo 2A), né come “cancerogeni per gli esseri umani” (gruppo 1, in cui sono compresi ad esempio la radiazione solare e il radon.

Il Dott. Polchetti procede riferendosi a due recenti studi sperimentali su ratti e topi da laboratorio condotti dal National Toxicology Program (NTP) negli Stati Uniti d’America e dall’Istituto Ramazzini in Italia. Tali studi, evidenziando un incremento di un particolare tipo di neoplasia, forniscono evidenze sicuramente importanti, ma presentano anche aspetti poco chiari e risultati non coerenti tra loro e con i risultati di molti altri studi sperimentali. La conclusione che se ne trae è di una sostanziale immutabilità del quadro d’insieme delle evidenze scientifiche circa il potenziale rischio cancerogeno da esposizione ai campi elettromagnetici a radiofrequenza.

La temuta “proliferazione di antenne” non dovrebbe comportare aumenti generalizzati delle esposizioni in quanto le ridotte dimensioni delle small cells comporteranno delle potenze di emissione più basse di quelle utilizzate per coprire le macrocelle.

I dati disponibili non fanno ipotizzare particolari problemi per la salute della popolazione connessi all’introduzione del 5G. Tuttavia è importante che l’introduzione di questa tecnologia sia affiancata da un attento monitoraggio dei livelli di esposizione (come del resto avviene già attualmente per le attuali tecnologie di telefonia mobile) e che proseguano le ricerche sui possibili effetti a lungo termine

Ad ogni buon conto, ad oggi non risultano richiesta sul territorio rispetto al 5G e alle sue antenne. Come da prassi, queste richieste arrivano tramite operatori telefonici che, al momento, non hanno avanzato alcuna richiesta per il territorio di Guastalla. Inoltre, i gestori di telefonia sono tenuti a presentare – ai Comuni e alle Agenzie ambientali per gli aspetti di rispettiva competenza – piani annuali di localizzazione di nuovi impianti e di modifica di impianti esistenti entro il 30 novembre di ogni anno.

Vi è da ritenere che la tecnologia 5G sarà di competenza delle Agenzie ambientali italiane, le quali dovranno attuare procedure di valutazione e metodologie di misura che fanno riferimento a norme tecniche internazionali in fase di recepimento nel nostro Paese.

Chiaro è che per l’istallazione degli impianti dovranno essere rispettate, come di consueto, le normative in materia di edilizia, urbanistica e di protezione della popolazione dall’esposizione ai campi elettromagnetici.

Anche per l’implementazione degli impianti 5G, le attività in capo ad Arpae, si concretizzano in una fase preventiva (pareri tecnici sul rispetto dei limiti, prima dell’istallazione dell’impianto o della realizzazione della sua modifica) e una eventuale fase di controllo, dopo la realizzazione, in condizioni di esercizio. Per esempio ARPAE, a Bologna, dove sono 28 le richieste di parere ricevute, durante una commissione ha riportato quanto segue “in attesa di una legislazione nazionale di settore per il 5G per le valutazioni previsionali si è fatto riferimento alle norme tecniche attualmente in vigore, adottando un approccio ‘conservativo’, ovvero considerando le antenne 5G alla stregua di quelle ‘tradizionali’ (2G, 3G, 4G) utilizzando la potenza massima erogabile in tutte le direzioni. È presumibile che, tale atteggiamento, venga preservato da ARPAE circa le nuove richieste.

Infatti, secondo la normativa vigente, l’istallazione e la modifica di impianti di telecomunicazione (antenne di telefonia mobile, impianti radiotelevisivi, ecc.) è soggetta a un preciso iter amministrativo-autorizzativo. In particolare, devono essere rispettati i limiti e i valori di riferimento del campo elettromagnetico definiti dalla normativa per la protezione della popolazione dalle esposizioni ai campi elettromagnetici. I Comuni si trovano quasi nella totale impossibilità di fermare la proliferazione a causa di una pessima (anacronistica) legge nazionale – la cosiddetta Legge Gasparri – che equipara i ripetitori ad opere di urbanizzazione primaria no soggette a Permesso di Costruire, sostanzialmente definendole come infrastrutture necessarie per fornire un servizio di pubblica utilità. Sebbene la normativa regionale sia più restrittiva rispetto a quella nazionale, molte sentenze hanno visto soccombere i comuni di fronte alle istanze presentate dalle aziende di telefonia. A tal riguardo, nei mesi scorsi, il Sindaco Costa ha provveduto a richiedere al ministero della Salute, al ministero delle Infrastrutture e agli organi competenti, un intervento urgente normativo”.

4. Interrogazione presentata dal Gruppo Consiliare “Centrodestra per Guastalla” riguardante la videosorveglianza per Scuole infanzia e strutture Socio-Sanitarie ed Assistenziali Statali e Paritarie

Con tale interrogazione, il Centrodestra chiedeva se era intenzione dell’Amministrazione procedere all’istallazione di telecamere nelle scuole per l’infanzia e nelle strutture socio-assistenziali come previsto dal recente Decreto “Sblocca Cantieri”.

Di seguito si riporta la risposta del Vicesindaco Matteo Artoni:

“I contributi statali a cui si chiede sono quelli previsti dall’art. 5-septies del decreto legge n.32/2019 (c.d. ‘Sblocca cantieri’), introdotto ex novo dalla legge di conversione n. 55 del 14/06/2019, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.140 del 17/06/2019. La norma, approvata con il voto favorevole anche delle minoranze parlamentari, istituisce due distinti fondi sul bilancio statale: uno per le scuole ed uno per le strutture per anziani. Le cifre: ciascuno dei due fondi ammonta a 5 milioni di euro per l’anno 2019 e a 15 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2020 al 2024. Tali somme sono da erogarsi a favore di ciascun comune per l’installazione di sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso presso le scuole e le strutture per anziani, nonché per l’acquisto di apparecchiature finalizzate alla conservazione delle relative immagini per un periodo temporale adeguato.

Come e quando verranno ripartite ed erogate ai Comuni le somme di cui sopra, al momento non è dato saperlo. Il comma 3 dell’articolo infatti fa rinvio ad ‘apposito provvedimento normativo’, con il quale si darà attuazione ai suddetti interventi. Ad oggi, pertanto, l’unica certezza per i comuni è quella dello stanziamento complessivo delle risorse finanziarie come sopra illustrate. A quali scuole e strutture per anziani si riferisce la norma? La risposta si trova ai commi 1 e 2 dell’articolo: essa si rivolge ai servizi educativi per l’infanzia, alle scuole dell’infanzia statali e paritarie, nonché alle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali per anziani e persone con disabilità, a carattere residenziale, semiresidenziale o diurno. La finalità della norma è infatti quella di assicurare la più ampia tutela a favore dei minori e degli anziani che si avvalgono di detti servizi. Come si dovranno comportare quei Comuni che non gestiscono in forma diretta i servizi destinatari dei contributi? Si pensa alle case di riposo e alle strutture gestite per il tramite di Asp o Fondazioni, nonché ai servizi educativi all’infanzia gestiti per il tramite di aziende speciali ovvero per il tramite di Unioni di comuni a cui le relative funzioni siano state trasferite dai singoli comuni ad esse appartenenti. La norma è chiara nell’affermare che le somme stanziate saranno erogate ‘(…) a favore di ciascun comune’. Si può presumere che, nei casi sopra esposti, il Comune beneficiario trasferisca le somme ai soggetti terzi che erogano i servizi all’infanzia o agli anziani. Come avverrà il riparto non è ancora stato chiarito. Secondo la popolazione del comune, o secondo il numero e le dimensioni delle strutture presenti sul proprio territorio. O, ancora, sulla base dell’età media o per fasce di età della propria popolazione. Sono tutti quesiti che al momento non hanno risposta. Non resta pertanto che attendere l’adozione dell’apposito provvedimento normativo previsto dal comma 3 dell’articolo che, si auspica, faccia chiarezza su tutti questi aspetti e che dia attuazione agli interventi previsti, nei limiti delle risorse stanziate”.

5. Approvazione Bilancio consolidato di esercizio 2018

Il Bilancio Consolidato non riguarda un atto contabile vero e proprio ma un documento in grado di uniformare la lettura dei bilanci degli enti locali, unitamente a quelli patrimoniali, a consuntivo, delle aziende partecipate, che spesso gestiscono servizi esternalizzati.

Il consolidamento avviene con complesse articolazioni, che hanno come criterio base e contabile quello dell’elisione, mentre più in generale si tratta di armonizzare, al fine della redazione economica e patrimoniale, le diverse contabilità utilizzate dalle partecipate a quelle della finanza pubblica, che seguono principi diversi, di programmazione finanziaria.

Il PAE è stato approvato con voto favorevole di Guastalla Bene Comune e l’astensione delle minoranze.

6. Recepimento della deliberazione Assemblea Legislativa Regionale n.176/2018 in materia di disciplina del contributo di costruzione

Il Punto n.6 prevedeva l’adeguamento del contributo di costruzione (oneri di urbanizzazione e contributo sul costo di costruzione) ai sensi dei nuovi parametri stabiliti dalla Regione.

Le nuove aliquote sono state approvate con voto favorevole di Guastalla Bene Comune e l’astensione delle minoranze.

7. Piano comunale della attività estrattive (PAE) Variante 2018. Variante di aggiornamento legislativo – normativo e adeguamento alle previsioni del PTCP 2010 provincia di Reggio Emilia. Approvazione delle controdeduzioni alle osservazioni, pareri e riserve.

Con tale punto si è proceduti con l’approvazione del PAE, già adottato nella seduta del 27 settembre 2018.

Con questa variante viene prodotto un aggiornamento normativo e cartografico di tutto il piano pre-vigente (PAE 2006) sulla base delle modifiche intervenute nel quadro legislativo e pianificatorio di riferimento. La variante recepisce le previsioni della pianificazione provinciale (PTCP2010) relativamente a due aree di “recupero e riqualificazione ambientale” per le quali le azioni di recupero e rinaturazione possono aver luogo mediante l’inserimento nello strumento comunale. Si tratta delle aree denominate “Grande Crostolina” e “Golene del futuro” situate rispettivamente ad est e ad ovest del polo estrattivo principale presente in golena. Queste aree, che furono nel decennio scorso utilizzate come cave di prestito per i rialzi arginali, saranno trasformate in aree umide con un alto valore ecologico ambientale e paesaggistico.

Il PAE è stato approvato con voto favorevole di Guastalla Bene Comune, l’astensione di Per Guastalla e Avanti Guastalla e il voto contrario di Centrodestra per Guastalla.

8. Interrogazione presentata dal Gruppo Consiliare “Centrodestra per Guastalla” riguardante la Frazione di Tagliata – Rotonda sull’argine Maestro Po

L’interrogazione presentata dal Consigliere Allegretti chiedeva un chiarimento sulla futura rotonda che verrà realizzata a Tagliata sull’argine maestro, sostenendo che essa non risolva i problemi di traffico in zona.

Nella sua risposta, il Sindaco ha elencato tutti i passaggi compiuti nella precedente consigliatura per arrivare, invece, a una soluzione del problema:

  • La realizzazione di una bretella stradale che colleghi la Variante alla SS62 e il ponte sul Po verso Dosolo, seppur ipotizzata in diversi tracciati dal PSC di Guastalla, è un’opera legata alla realizzazione dell’Autostrada Cispadana. Nell’accordo firmato dall’allora Giunta Benaglia nel 2011, tale opera è stata classificata come di “Livello 2”, ovvero non finanziata direttamente e contestualmente alla realizzazione dell’Autostrada;
  • Nella seduta del 30 giugno 2016, Guastalla Bene Comune aveva presentato, contestualmente al gruppo consigliare di maggioranza del Comune di Luzzara, un ordine del giorno in cui si proponevano e chiedevano soluzioni per il traffico di Tagliata;
  • Nei primi mesi del 2019 è stato firmato un Protocollo d’intesa con il Comune di Luzzara e la Provincia di Reggio Emilia articolato in due fasi:
    1. Realizzazione della rotonda tra Via Staffola e l’Argine Maestro;
    2. Deviazione del traffico pesante verso la Zona industriale di Luzzara con passaggio del tratto arginale oggi in capo al Comune di Luzzara alla Provincia e successivo adeguamento e messa in sicurezza della viabilità.

Tale percorso, oltre a costituire un esempio di gioco di squadra tra istituzioni nato da un input politico dei gruppi consiliari, permetterà quindi di sgravare dal traffico pesante la frazione di Tagliata e di mettere in sicurezza un’intersezione spesso pericolosa.

La Provincia ha terminato di appaltare i lavori della nuova rotonda, i quali partiranno nel mese di ottobre e avranno una durata di 76 giorni.

9. Interrogazione presentata dal Gruppo Consiliare “Centrodestra per Guastalla” riguardante la costruzione del Palasport Chiarelli-Donati

Con questa interrogazione, il Centrodestra chiedeva informazioni relative allo stato dei lavori del Palazzetto alla luce delle vicende Tecton.

Di seguito si riporta la risposta dell’Assessore Fornasari:

“Il Consorzio Ciro Menotti ci ha comunicato ufficialmente in data 6 agosto il nominativo della ditta che eseguirà le opere edili del nuovo palasport. Dopo avere espletato le opportune verifiche sulle capacità tecniche e sulle classificazioni SOA, come previsto dalla legislazione vigente, con determina n. 541 del 17/09/2019 del Responsabile del Settore LLPP, i lavori saranno eseguiti dal settore edile della ditta Nial Nizzoli. Nel frattempo si sono già stati svolti numerosi incontri con il capo commessa della Nial Nizzoli Sig. Soncini, ex dipendente Tecton, per concordare gli ultimi dettagli esecutivi, da sottoporre alla committenza per la prevista approvazione, le schede tecniche dei materiali che si intendono utilizzare e infine aggiornare il cronoprogramma dei lavori. La ditta sta già espletando le procedure burocratiche per effettuare gli allacciamenti provvisori per le utenze di cantiere: acqua e energia elettrica. Si prevede che i lavori relativi agli scavi per la predisposizione dei plinti di fondazioni potranno iniziare entro ottobre.

10. Interpellanza presentata dal Gruppo Consiliare “Avanti Guastalla” riguardante gli interventi di miglioramento e modernizzazione del vasto reticolo stradale esistente nelle campagne guastallesi

L’interpellanza chiedeva se il Comune intende dar corso a un confronto con gli operatori di settore, le associazioni di categoria e i rappresentanti dei consorzi stradali per prevedere un piano di miglioramento e modernizzazione delle strade “bianche” guastallesi.

Di seguito si riporta la risposta del Sindaco Camilla Verona:

“Il territorio del Comune di Guastalla è interessato da un vasto reticolo stradale così suddiviso:

  • Km 60,80 di strade provinciali
  • Km 77,40 di strade comunali di cui Km 9,04 di strade bianche (non asfaltate)
  • Km 49,40 di strade vicinali di cui km 25,73 di strade consorziali per la quasi totalità non asfaltate

Il Comune di Guastalla normalmente esegue due interventi manutenzione straordinaria sulle proprie strade bianche, uno in primavera ed uno in autunno.
Per quanto riguarda le strade consorziali, il Comune partecipa alle spese di manutenzione erogando a consuntivo un contributo pari al 30% delle spese sostenute per le manutenzioni. Gli interventi sono a carico dei consorzi di proprietari che hanno competenza esclusiva su tali strade. Negli ultimi anni la presenza dei animali infestanti, quali nutrie, la scarsa pulizia e manutenzione dei canali di scolo non di competenza della Bonifica e soprattutto l’incremento di portata dei mezzi agricoli, hanno portato ad un incremento del degrado di tali strade, in quanto realizzate in epoche passate e per un transito ben diverso da quello attuale. In alcuni casi la situazione è aggravata anche dalla presenza di sottofondi instabili e di fossi laterali. Vista l’estensione di tale rete stradale la realizzazione di interventi di miglioramento sarebbe estremamente onerosa e comporterebbe obbligatoriamente un coinvolgimento diretto dei proprietari frontisti facenti parte del Consorzio.

L’amministrazione si attiverà per monitorare eventuali contributi che la regione o altri enti potranno mettere a disposizione per le manutenzioni”.

11. Interpellanza presentata dal Gruppo Consiliare “Avanti Guastalla” sulla pericolosità del transito pedonale nel tratto di strada dal parcheggio “Mattacheo” sino alla curva di Via Circonvallazione adiacente al passaggio a livello e sino all’uscita dal Piazzale ex Artoni Trasporti e al Condominio “Caterina”

L’interpellanza domandava se era intenzione dell’Amministrazione risolvere la situazione di transito pedonale pericoloso nella curva di Via Circonvallazione all’altezza del passaggio a livello, suggerendo di creare un varco tra l’area “Ex Artoni” e il parcheggio “Mattacheo”.

Di seguito si riporta la risposta dell’Assessore Lanzoni, la quale ha sottolineato come questa situazione verrà risolta in altro modo dall’Amministrazione:

“Il Comune di Guastalla ha partecipato al bando ciclabilità 2018 della Regione Emilia Romagna, candidando un progetto che prevede il miglioramento delle connessioni pedonali ciclabili fra il capoluogo e alcune frazioni e località (Pieve, San Martino, San Giorgio) e i poli scolastico, sanitario e sportivo. All’interno di tale progetto è prevista la realizzazione di un tratto di pista ciclopedonale che colleghi via Pieve con la stazione ferroviaria e dei bus attraverso via Pieve e via Circonvallazione, nel tratto fra l’incrocio con via Pieve e l’acceso al parcheggio ex Mattacheo.
È già stato approvato il progetto definitivo con delibera di G.C. n°47 del 30/04/2019 e il progetto esecutivo è in fase di redazione. L’affidamento dei lavori deve essere effettuati entro il 31/12/2019, come da bando regionale. I lavori inizieranno nella primavera 2020”.

12. Mozione presentata al Gruppo Consiliare “Guastalla Bene Comune” avente ad oggetto: “Adesione del Comune di Guastalla alla Plastic Free Challenge”

Con l’ultimo punto si è approvata all’unanimità la mozione di Guastalla Bene Comune per rendere Guastalla un Comune Plastic Free, come già descritto nel seguente link: https://www.guastallabenecomune.it/guastalla-plastic-free/

 

 

 

 

 

 

 

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