ACCATTONAGGIO MOLESTO A GUASTALLA: TRA FUMO E REALTÀ

ACCATTONAGGIO MOLESTO A GUASTALLA: TRA FUMO E REALTÀ

Visto che opposizioni consiliari e parte della stampa locale insistono sulla questione dell’ “accattonaggio molesto” in centro a Guastalla, distorcendo fatti ed opinioni, ci teniamo a precisare alcune cose:

  1. Il Sindaco, gli Assessori e il Gruppo di maggioranza in consiglio comunale non hanno mai negato o minimizzato il problema, cercando invece di ricondurlo a una gestione ragionevole. Chi vuole, può vedere su Youtube la registrazione dei consigli comunali di settembre e ottobre, in cui la Giunta ha fornito un quadro approfondito, con le caratteristiche, le dinamiche, i dati, gli orari, i nomi delle vie e delle piazze interessate da un fenomeno sociale che investe tutti i comuni d’Italia. ll Sindaco non si è mai dichiarato stanco di affrontare l’argomento: stanco, semmai, di rispondere a domande tendenziose e alle quali sono state fornite risposte in precedenza.Continuando a insinuare che chi amministra Guastalla nasconde la polvere sotto il tappeto non si fa un favore al cittadino.

  2. In Italia chiedere l’elemosina non è più reato dal 1995, quindi non è punibile chi ha i documenti i in regola e la chiede. È invece punibile chi per praticarla usa minori, chi vessa, molesta o adotta metodi e parole violenti: in questo caso l’unica azione concreta ed efficace a tutela della persona è contattare la Polizia Municipale o – più opportunamente – denunciare persone e fatti alle le Forze dell’Ordine. In consiglio comunale il Gruppo “Per Guastalla” e il Gruppo “5 Stelle” hanno dichiarato pubblicamente che “denunciare non serve a niente”.
    Si assumono le responsabilità di quanto dicono, troviamo però grottesco che le istituzioni invitino la popolazione a non credere nelle istituzioni: non si fa un servizio al cittadino.

  3. Con una sentenza della Corte Costituzionale (ripetiamo: “Costituzionale”) del 2011 sono state giudicate illegittime le ordinanze che vietano l’elemosina nei luoghi pubblici.  Il Gruppo “Per Guastalla” e il Gruppo “5 Stelle” le hanno chieste con rispettive mozioni, nonostante in passato la prefettura – in virtù di questa sentenza e di altre motivazioni – le avesse fatte ritirare. Ci chiediamo: è possibile perseverare nel chiedere una misura pubblica giudicata illegittima e che concretamente non contribuisce ad arginare il problema? Esistono il codice penale e le leggi dello Stato.
    Se l’Amministrazione emanasse un’ordinanza non praticabile si farebbe ridere alle spalle da tutti, non farebbe un servizio al cittadino.

  4. Oltre alle ordinanze e alla repressione è necessario sostenere le persone che autenticamente praticano l’elemosina in condizioni di povertà e inoccupazione: giusto quindi che il Comune e i Servizi aiutino con molta attenzione queste persone, come già fanno le associazioni del territorio.
    E anche su questo i guastallesi possono dare una mano, rendendosi utili. In più, come ha ricordato il Sindaco in consiglio, il nuovo Corpo Unico di Polizia Municipale, che si avvale di un nuovo regolamento, si attiverà per prevenire o scovare eventuali racket collegati a pratiche di accattonaggio, mentre opererà assiduamente in collaborazione con le altre forze dell’ordine, i servizi sociali, le parrocchie, le comunità.
    Speculare su tutto questo invece non rappresenta un servizio al cittadino.

Come si vede, su questa e su altre questioni, con i nostri limiti e discutendo, cerchiamo sempre un dialogo oggettivo, su dati, orientamenti e posizioni sostenibili. Sappiamo che il fenomeno è molto sentito tra la gente, i visitatori, i commercianti. Noi non ci nascondiamo. Abitiamo a Guastalla e cerchiamo con ogni mezzo civile di renderla ancora più bella e vivibile, cercando di coniugare accoglienza e legalità, sempre.

Chi invece, furbescamente o arbitrariamente, continua con la sua opera di strumentalizzazione su questo fronte, lo ripetiamo, non fa un servizio al cittadino, fa solo, è il caso di dirlo, accattonaggio elettorale.

Condividi questo post

Lascia un commento

Your email address will not be published.