Presentata mozione d’impegno a promuovere un’azione di pace nei territori della striscia di Gaza

Presentata mozione d’impegno a promuovere un’azione di pace nei territori della striscia di Gaza

maxresdefaultIl gruppo consiliare Guastalla Bene Comune in data odierna ha presentato una mozione da discutere e votare nel prossimo consiglio comunale (probabilmente il 30 Luglio) con lo scopo di impegnare la giunta e il consiglio comunale a sollecitare gli organi governativi proposti a promuovere un’azione di pace nei territori della striscia di Gaza.

Link per scaricare il documento protocollato

Il testo della mozione:

Premesso che:

  • Almeno dal 1948 la terra della Palestina è teatro di conflitti sanguinosi tra Israeliani e Palestinesi che hanno il loro fondamento dichiarato in ragioni di tipo religioso, ma hanno finora avuto come conseguenza immediata la morte di migliaia di persone, in gran parte tra i civili;
  • Dalla metà di giugno, in seguito al rapimento di tre ragazzi israeliani (poi ritrovati morti), il governo di Tel Aviv ha avviato una serie di raid sistematici sulla striscia di Gaza, cui Hamas ha risposto con il lancio di razzi in territorio israeliano, con l’unico sostanziale effetto di rinfocolare gli attacchi di Israele, ben decisa a eliminare Hamas con la sua offensiva «Margine protettivo», prima con nuove operazioni aeree e poi con un’offensiva via terra;
  • In questa spirale di violenza, che pure vede il legittimo stato di Israele opporsi a un gruppo terroristico (Hamas, al governo nella Striscia di Gaza) che non intende riconoscere lo stato israeliano e ne prospetta di fatto la distruzione, non può sfuggire la palese sproporzione tra le vittime palestinesi (ben oltre 500) e quelle israeliane (poco più di 20), a evidente dimostrazione della corrispondente sproporzione dei mezzi offensivi utilizzati dalle due parti;
  • La guerra in corso sta servendo, di fatto, a rilegittimare le leadership interne di Hamas e del Governo Israeliano, apparse negli ultimi mesi sfibrate e pressate dalle frange più estremiste, inasprendo i toni e rendendo marginali le opinioni e le posizioni più intermedie;
  • Episodi del tutto inaccettabili hanno coinvolto bambini e ragazzi, dall’uccisione del sedicenne palestinese Mohammad Abu Khdair (arso vivo per vendetta all’inizio di luglio dopo il ritrovamento dei tre giovani israeliani morti) alla morte di tanti bambini causata dai bombardamenti israeliani che hanno colpito case, scuole, luoghi di cura e di pubblica frequentazione;
  • Altrettanto inaccettabile è l’episodio verificatosi a Gaza il 21 luglio, con un raid aereo israeliano che ha colpito un ospedale, uccidendo quattro persone e ferendone molte altre, anche tra il personale medico, persone certamente innocenti come gran parte delle vittime avute sin qui;
  • Ogni richiesta di cessate-il-fuoco, proveniente dalle massime Autorità internazionali civili e religiose, sembra non sortire alcun effetto concreto sulle intenzioni di Hamas e particolarmente di Israele, che in data 22 luglio ha rifiutato la tregua umanitaria richiesta dall’ONU;
  • Il comportamento di Israele, da tempo, sembra avere superato i limiti delle operazioni di mera e legittima difesa della serena esistenza dello Stato in questione da minacce esterne, concretizzandosi non di rado in azioni di risposta sproporzionata, quando non addirittura di provocazione nei confronti della parte più integralista della popolazione palestinese, a partire dalla visita di Ariel Sharon alla Spianata delle Moschee/Monte del Tempio nel 2000, fino alla costruzione o all’allargamento, soprattutto in anni recenti, di insediamenti israeliani (cd. colonie) in forme assimilabili a un’indebita occupazione dei territori palestinesi, causa di soprusi e conseguenti tensioni contro l’idea della convivenza tra due Stati;
  • Ogni prosecuzione della situazione attuale è del tutto intollerabile, per l’enorme minaccia al diritto alla vita delle persone che abitano i luoghi interessati dalle operazioni suddette e, più in generale, alla sicurezza dell’intero Mediooriente e del mondo intero, essendo noti gli interessi degli Stati più influenti in quell’area;
  • L’attuale situazione del Medioriente presenta forti elementi di preoccupazione, poiché all’indomani della cosiddetta “Primavera Araba” non si è compiuto il processo democratico sperato bensì si è giunti ad un’ulteriore parcellizzazione del quadro geopolitico portando all’ascesa di movimenti estremisti ed inquietanti come il “califfato” di Abu Bakr al-Baghdadi. In questa situazione, l’inasprimento delle posizioni in terra Palestinese rischia di innescare il coinvolgimento nel conflitto di tutta la Regione.

Il Consiglio Comunale intende esprimere:

  • Seria sofferenza e sconcerto per quanto sta avvenendo in una delle terre più legate alla civiltà umana e più “sacre” per le tre religioni rivelate;
  • Il più totale sdegno per ogni atto dichiarato come difensivo, che ha come effetto più evidente l’uccisione di persone civili e innocenti e la distruzione di abitazioni e luoghi pubblici, specie se frequentati da bambini, malati e persone in situazione di fragilità;
  • La preoccupazione che lo scontro porti solo al consolidamento dei gruppi più estremisti all’interno dei due schieramenti, dando sfogo a frange incontrollabili;
  • L’auspicio che siano accolte quanto prima le molte richieste di cessare combattimenti che, pur dettati in modo dichiarato da ragioni religiose o di sicurezza, non sembrano affatto estranei anche a ragioni di natura meramente economica;

Si impegna, unitamente alla Giunta Comunale: A sollecitare gli organi governativi competenti, la Presidenza del Consiglio e il Ministero degli Esteri a promuovere qualsiasi azione possibile per creare le condizioni di dialogo e pace nella Striscia di Gaza. Nel corso degli anni sono stati tanti i tentativi di compromesso e i piani dettagliati per permettere una convivenza pacifica tra le parti in causa e per la coesistenza di uno Stato palestinese e uno Stato israeliano: non sono quindi le idee a mancare, ma il coraggio di volere davvero la pace. Questo coraggio può e deve averlo l’Italia, soprattutto nel semestre di Presidenza dell’Unione Europea, svolgendo quel ruolo di mediatore nei Paesi del Mediterraneo e del Medioriente che ha spesso svolto con autorevolezza nella sua storia.

Condividi questo post

Lascia un commento

Your email address will not be published.