REPORT CONSIGLIO COMUNALE DEL 20 NOVEMBRE

REPORT CONSIGLIO COMUNALE DEL 20 NOVEMBRE

Con il Consiglio Comunale del 20 Novembre, si sono individuate le ultime Variazioni al Bilancio 2018, permettendo e definendo nel dettaglio ulteriori investimenti. Inoltre, si è adottato il Piano Regolatore Cimiteriale e si sono votate due convenzioni con gli 8 Comuni della Bassa Reggiana che vanno a consolidare ulteriormente la nostra Unione. Infine, è stato approvato un nostro Ordine del Giorno contro il DDL Pillon.

Punto 1. Comunicazioni del Sindaco

Punto 2. Comunicazioni del Presidente del Consiglio

Punto 3. Approvazione verbale di seduta del 27/09/2018

Punto 4. Ratifica di Deliberazioni di Giunta comunale n.96 del 16 ottobre 2018

Con tale punto si è ratificata una variazione di Bilancio che si è resa necessaria dopo la cosiddetta norma “sblocca avanzi”, introdotta a seguito della sentenza della Corte Costituzionale n.101/2018, che ha permesso così ulteriori investimenti rispetto a quelli già in corso di avanzamento. Gli investimenti programmati con tale delibera sono.

  • Lavori sull’edificio della scuola di musica per 26.000 Euro (da finanziamento regionale);
  • Interventi per la riparazione straordinaria su immobili comunali per 31.000 Euro;
  • Interventi di manutenzione sulla scuola media, compreso il recupero dell’aula magna, per 21.500 Euro;
  • Interventi di manutenzione sull’asilo nido comunale per 15.000 Euro;
  • Conferimento di incarichi progettuali per 13.500 Euro;
  • Interventi straordinari sul cimitero per 5.000 Euro;
  • Interventi sul Centro Sociale Primo Maggio per 9.150 Euro;
  • Acquisto di un nuovo mezzo per i cantonieri comunali per 18.500 Euro;
  • Interventi straordinari sul Palazzo Ducale per 40.000 Euro;
  • Interventi sul verde pubblico per 45.000 Euro.

Tali interventi sono stati finanziari con l’utilizzo dell’avanzo di amministrazione. Il punto è stato approvato con il voto di Guastalla Bene Comune e l’astensione delle minoranze.

Punto 5. Assestamento generale del Bilancio 2018-2020

L’assestamento di Bilancio di novembre, l’ultimo dovuto per legge sul Bilancio 2018, ha lo scopo di fare una ricognizione generale dello strumento finanziario allo scopo di verificare il mantenimento degli equilibri ed eventuali nuovi investimenti. Con l’assestamento si sono proposti i seguenti nuovi investimenti:

  • Stanziamento della somma effettiva di 320.000 Euro (finanziata dall’alienazione delle azioni IREN deliberata in primavera) per la sistemazione del parcheggio dell’Ex Ospedale, il cui progetto preliminare è già stato approvato in ottobre e per il quale è in corso la progettazione definitivo/esecutiva;
  • Incremento di ulteriori 5.000 Euro (sempre finanziati dall’alienazione delle azioni IREN) per la realizzazione della rotonda di Tagliata sull’argine maestro che conduce a Luzzara. Anche in questo caso è già stato sottoscritto l’Accordo di Programma con la Provincia e il Comune di Luzzara per la realizzazione della rotonda e per la futura deviazione del traffico pesante.

Il punto è stato approvato con il voto di Guastalla Bene Comune e l’astensione delle minoranze.

Punto 6. Mozione contro l’approvazione del DDL 735 “Norme in materia di affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bigenitorialità” c.d. “DDL Pillon” presentata da Guastalla Bene Comune

Come già avvenuto in tanti Comuni della Regione e della Provincia, Guastalla Bene Comune ha ritenuto importante che il Consiglio comunale impegnasse l’amministrazione ad agire nella direzione «ostinata e contraria» rispetto a quella proposta dal disegno di legge Pillon, in materia di affidamento condiviso, mantenimento diretto dei figli e garanzie di bigenitorialità.

Riportiamo per intero l’intervento del Consigliere Gabriele Maestri, che spiega nel dettaglio le nostre ragioni.

“Il progetto di legge, in pochi mesi, ha raccolto molti pareri negativi da parte di psicologi, operatori in ambito familiare, centri antiviolenza, giudici minorili, avvocati che si occupano di diritto di famiglia e delle Commissioni regionali Pari opportunità. Persino la relatrice speciale dell’Onu sulla violenza contro le donne e la Presidente del Gruppo di Lavoro sulle discriminazioni contro le donne si sono dette preoccupate, temendo che le disposizioni di cui parliamo, se approvate, portino a una «potenziale regressione nell’avanzamento dei diritti delle donne e la loro protezione dalla violenza domestica e violenza di genere».

Non si dovrebbe dimenticare mai che, parlando di diritto di famiglia, si è di fronte a persone, ciascuna con il suo bagaglio di desideri, attese e aspirazioni. Vale per i genitori, ma a maggior ragione vale per i figli e le figlie: sono sempre loro la parte che ha più bisogno di tutela, un bisogno che cresce quando la coppia che li ha messi al mondo entra in crisi. Anche quando sono piccoli e non possono prendere decisioni da soli, per il diritto sono comunque innanzitutto «soggetti di diritti», mai «oggetti», come un pacco qualunque, da prendere, caricare, spostare, magari da rivendicare o contendersi.  

Ed è proprio in pacchi che rischiano di trasformarsi bambini e bambine di fronte al «diritto del minore di trascorrere tempi paritetici in ragione della metà del proprio tempo, compresi i pernottamenti, con ciascuno dei genitori». Quel diritto però è azionato su richiesta del genitore con il quale la persona minore passa meno tempo: il testo proposto formalmente si fonda sui diritti del figlio o della figlia, ma nei fatti questi diventano, in modo piuttosto ipocrita, strumenti nelle mani dei genitori per far valere le loro pretese. L’idea poi di misurare il tempo con il bilancino, con il minimo di dodici giorni mensili da trascorrere con ciascuno dei genitori e con la residenza in entrambe le case, ricorda la soluzione di Salomone, che propose di dividere a metà il bambino conteso da due madri per capire quale fosse quella vera; qui però di sapienza del cuore se ne vede poca, come pure di saggezza. Il testo infatti pare insensibile alle differenze tra le tante situazioni di famiglie in crisi (cosa si fa, per esempio, se i genitori abitano a grande distanza, magari in città diverse? Si scelgono scuola, palestra, piscina a metà strada?) e pensa di affidare ogni aspetto della crescita di ragazzi e ragazze alla redazione di un piano genitoriale da parte di due persone che, nel mezzo del conflitto, faticheranno ad accordarsi (e, per modificare il piano, dovranno rimettere mano al portafogli).

Di calcolo, invece, se ne intravede molto sul piano economico: si introduce la regola del mantenimento diretto da parte del singolo genitore nel periodo in cui tiene il figlio o la figlia con sé, quindi si scoraggia l’assegno di mantenimento, anche quando c’è disparità di reddito tra i genitori e uno di essi sia in difficoltà prolungata; allo stesso modo, si introduce l’obbligo per chi rimane nella casa familiare di pagare un affitto a prezzi di mercato al coniuge proprietario. Il tutto in una situazione in cui per le donne, soprattutto se madri, è molto più difficile accedere al mondo del lavoro (e a posizioni ben retribuite) o rientrarvi una volta espulse e sono comunque le madri a occuparsi dei figli per la maggior parte del tempo. L’introduzione della mediazione civile obbligatoria, in compenso, rischia di far lievitare le spese a carico dei genitori e dà comunque meno garanzie rispetto all’intervento del giudice, che si vuole dichiaratamente limitare.

È difficile commentare con parole serene, infine, gli articoli che introducono la possibilità per il giudice di modificare la residenza abituale del figlio o della figlia, al limite disponendone il trasferimento in casa famiglia, quando «pur in assenza di evidenti condotte di uno dei genitori, il figlio minore manifesti comunque rifiuto, alienazione o estraniazione con riguardo a uno di essi». Si è detto, con ragione, che questa disposizione viola la convenzione di Istanbul sulla violenza contro le donne e la violenza domestica, perché sostanzialmente attribuisce automaticamente la colpa di un rifiuto verso un genitore all’altro genitore. Il giudice non è certo obbligato a prendere quei provvedimenti, è vero, ma il testo in discussione, facendo leva su un concetto discutibile come quello di alienazione parentale, si dà la possibilità a genitori litigiosi e agguerriti verso l’altro coniuge di drammatizzare ulteriormente lo scontro, senza tenere minimamente conto di ciò che provano il figlio o la figlia in una situazione di per sé traumatica, tanto diffusa quanto «unica e irripetibile» per ciascuna persona.

Penso che quanto detto fin qui sia sufficiente per prendere una posizione chiara in materia. Concludo con un’osservazione. Il disegno di legge cita nella relazione il pensiero di Arturo Carlo Jemolo, pregiato studioso di diritto costituzionale ed ecclesiastico: la famiglia gli appariva come «un’isola che il mare del diritto può lambire, ma lambire soltanto», perché secondo lui l’essenza della famiglia non stava nelle regole codificate in una legge, ma «appartiene al mondo degli affetti», oltre che alla morale e alla religione tanto care a un liberale, cattolico (ma laicissimo) come lui. Ecco, francamente di affetto è difficile trovarne anche solo un grammo, in questo disegno di legge che ora si discute. E, in ogni caso, per misurare l’affetto il bilancino non va bene.”

La mozione è stata approvata con il voto favorevole di Guastalla Bene Comune e di Per Guastalla, mentre per il Movimento 5 Stelle il Consigliere Re ha votato a favore mentre il Consigliere Corradini si è astenuto.

Punto 7. Adozione Piano Regolatore Cimiteriale

Il Piano Regolatore Cimiteriale è lo strumento che definisce la programmazione degli spazi cimiteriali al fine di rispondere alle necessità di sepoltura della popolazione residente nell’arco dei prossimi vent’anni, tenendo conto dell’andamento medio della mortalità e delle strutture esistenti, oltre che dell’evoluzione delle dinamiche che cambiano nel tempo relativamente alle scelte di sepoltura e alle pratiche funebri. Il Piano, che nella seduta è stato adottato, è il frutto di un lungo e complesso lavoro che mette insieme una considerevole mole di dati e di competenze, coinvolgendo l’ufficio tecnico e quello demografico. Dal punto di vista dei contenuti, il Piano è uno strumento urbanistico a tutti gli effetti che si riferisce a tutti e quattro i cimiteri della Città (Capoluogo, San Girolamo, San Martino e San Rocco), che contiene sia una parte attuativa di interventi sia una parte strutturale sulla gestione e sulla programmazione futura. Gli interventi strutturali sono suddivisi in due tipologie: “necessari” e “discrezionali”, da valutare in futuro.

Di seguito le principali previsioni per ogni cimitero.

Capoluogo (Interventi necessari):

  • Nuove cellette ossario/urne cinerarie (intervento già in corso di attuazione con il finanziamento e la progettazione di 100 cellette nell’area ovest per un investimento di 60.000 Euro);
  • Manutenzione straordinaria e messa a norma del locale da destinare a camera mortuaria;
  • Manutenzione straordinaria degli ambienti destinati a ossario comune posti sotto la pavimentazione delle arcate perimetrali dell’area monumentale;
  • Installazione nuovi punti di approvvigionamento idrico;
  • Realizzazione idonea segnaletica di riferimento agli ingressi e all’interno delle singole aree.

Capoluogo (Interventi discrezionali):

  • Ampliamento del cimitero per campi da destinare alla sepoltura di defunti appartenenti ad altri credo religiosi;
  • Valorizzazione sepolture storiche;
  • Sistemazione area cimitero dedicata ai caduti di guerra e del cimitero ebraico;
  • Opere di delimitazione del viale di ingresso centrale e dei viali trasversali;
  • Sistemazione dell’ingresso e dell’altare galleria.

Si ricorda inoltre che nel corso del 2017 è stato realizzato il nuovo Cinerario nell’ala ovest per la dispersione delle ceneri.

San Girolamo (interventi necessari):

  • Installazione piattaforma elevatrice per l’accesso dei disabili;
  • Realizzazione cellette ossario/urne cinerarie.

San Martino (interventi necessari):

  • Installazione piattaforma elevatrice per l’accesso dei disabili;
  • Realizzazione cellette ossario/urne cinerarie;
  • Realizzazione servizi igienici.

San Rocco (interventi necessari):

  • Realizzazione cellette ossario/urne cinerarie.

Il Piano Regolatore Cimiteriale è stato adottato con il voto favorevole di Guastalla Bene Comune e del Movimento 5 Stelle, mentre Per Guastalla si è astenuta.

Punto 8. Approvazione nuova Convenzione tra i Comuni di Boretto, Brescello, Gualtieri, Guastalla, Luzzara, Novellara, Poviglio e Reggiolo per il conferimento all’Unione dei Comuni Bassa Reggiana della funzione di gestione giuridica, economica e previdenziale del personale         

Con tale Convenzione si è andata a rinforzare quella già in essere tra tutti e gli 8 Comuni della Bassa Reggiana sul servizio della gestione del Personale, aggiungendo anche la gestione dei provvedimenti disciplinari e dei contenziosi sul lavoro.

Il punto è stato approvato con il voto di Guastalla Bene Comune e l’astensione delle minoranze.

Punto 9. Convenzione tra i Comuni di Boretto, Brescello, Gualtieri, Guastalla, Luzzara, Novellara, Poviglio e Reggiolo per il conferimento all’Unione dei Comuni Bassa Reggiana della programmazione e del coordinamento della promozione turistica sovracomunale e marketing territoriale

Con l’ultimo punto si è votata una convenzione con cui si attribuisce una nuova funzione all’Unione dei Comuni Bassa Reggiana: il coordinamento e la programmazione della promozione turistica e del marketing territoriale.
Tale atto è l’esito di un percorso di collaborazione su questi tempi in corso ormai da diversi anni e va a certificare una situazione di fatto ormai esistente.

Grazie a questa convenzione sarà inoltre possibile partecipare in maniera più adeguata ai progetti della Destinazione Turistica Emilia e sarà possibile reperire finanziamenti regionali su progetti ad hoc.

Il punto è stato approvato con il voto di Guastalla Bene Comune e l’astensione delle minoranze.

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