Non ci sono moschee a Guastalla ma luoghi di aggregazione socio-culturale

Non ci sono moschee a Guastalla ma luoghi di aggregazione socio-culturale

164837Riportiamo il comunicato stampa dell’amministrazione comunale

Non ci sono moschee a Guastalla ma luoghi di aggregazione socio-culturale dove, fra le tante attività, si prega ogni venerdì

Stamattina un nuovo sopralluogo ha riconfermato la regolarità del centro di Pieve

In riferimento agli articoli apparsi in data odierna e nei giorni scorsi su testate locali e nazionali, il Comune di Guastalla precisa che nel capoluogo e nelle frazioni non ci sono moschee ma sedi di associazioni culturali regolarmente registrate e a norma con le vigenti leggi in materia di edilizia e sicurezza.

In particolare, l’assessore ai servizi sociali e welfare Matteo Artoni si è recato proprio stamattina per un sopralluogo, insieme al comandante di Polizia Municipale Marco Gatti e al responsabile del servizio di edilizia privata Andrea Daolio, nell’edificio di Pieve di Guastalla (angolo tra via Cardinal Ferrari e via XXV Aprile) sede dell’associazione culturale welfare sportiva Pak Muhammadia, le cui attività sono regolamentate da uno statuto depositato sia presso i Carabinieri, sia presso il Municipio.

Il centro culturale è gestito da un gruppo di pakistani che risiedono da anni a Guastalla e nella Bassa. Alcuni rappresentanti spiegano che si tratta di uno stabile di proprietà dell’associazione sul quale è stato stipulato un mutuo finanziato grazie al contributo di tutti i partecipanti. “È un centro culturale dove tutti possono entrare e dove si svolgono varie attività. Si insegna il pakistano, si impara il Corano e si prega. Ma si insegna pure l’italiano per chi arriva senza sapere una parola della vostra lingua e tutti i nostri figli frequentano regolarmente le scuole guastallesi. Inoltre, si organizzano iniziative per aiutare i connazionali pakistani in difficoltà ma anche gli italiani come è capitato durante il terremoto de L’Aquila. Allora si raccolgono contributi economici, cibo, abbigliamento e ognuno contribuisce come può in base alle sue possibilità”.

Il centro di Pieve è, dunque, anche un luogo di preghiera ma non solo. In esso si ritrovano solitamente 30-40 persone una volta la settimana, dalle 12.30 alle 13.30, circa per la preghiera del venerdì e in piccoli gruppi per le altre attività. “Ogni mese, poi, offriamo cibo ai nostri connazionali e quando siamo in tanti, intorno al centinaio, affittano il campo sportivo di via Spagna o il Centro Sociale I Maggio. Vogliamo creare un punto di aggregazione e integrazione per i pakistani che vivono nella Bassa”.

In passato c’era stata qualche polemica per la concentrazione di automobili nel quartiere ma ora le auto dei partecipanti non disturbano i residenti perché vengono parcheggiate lontano, nei parcheggi del centro commerciale Guastalla 2, oppure nel cortile interno del vicino confinante che ha dato loro il permesso.

Da parte dell’ufficio tecnico del Comune confermano che non risultano situazioni anomale o abusive. Tutto è a norma nel rispetto delle leggi regionali 34/2002 e 15/2014 in tema di insediamento di associazioni nelle unità immobiliari esistenti.

“Dal punto di vista tecnico tutto è regolare – sottolinea pure il comandante Marco Gatti – Non ci sono violazioni di legge e i controlli di questi giorni registrano la stessa situazione che avevamo riscontrato due anni fa durante il sopralluogo del 16 aprile 2012”.

Queste associazioni sono realtà che si conoscono da alcuni anni nel Comune di Guastalla e che non hanno mai recato problemi di sicurezza per i cittadini guastallesi. La gente si raduna rispettando le regole e con alcuni membri già da tempo sono stati avviati rapporti di collaborazione nella mediazione culturale, un tema fondamentale per la reale integrazione sociale.

“I rapporti con questi gruppi – dichiara l’assessore Matteo Artoni – sono importanti per aprire un dialogo interculturale proficuo fra soggetti diversi che abitano il territorio e per isolare eventuali casi che possono mettere a rischio la sicurezza dei cittadini. Come assessorato al welfare abbiamo intenzione di favorire l’incontro interreligioso coinvolgendo le parrocchie e la comunità guastallese”.

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