RESOCONTO CONSIGLIO COMUNALE 25 FEBBRAIO

RESOCONTO CONSIGLIO COMUNALE 25 FEBBRAIO

Il Consiglio Comunale del 25 Febbraio, il primo del 2016, segna una svolta decisiva nella questione Palasport, riprendendo il progetto del 2009 attraverso un Protocollo d’Intesa con la Provincia. Inoltre, si è votata l’adozione del Piano Luce e una mozione per la tutela del Lambrusco.

Punto 1: Comunicazioni del Sindaco

Il Sindaco Camilla Verona ha iniziato il Consiglio Comunale annunciando novità per quanto riguarda la proposta della “Assicurazione del Cittadino”, votata alcuni mesi fa. L’amministrazione ha infatti in mano una serie di proposte diverse, le quali verranno vagliate nei prossimi giorni dalla relativa Commissione Consiliare.

Nella successiva comunicazione, il Sindaco è voluto tornare sul tragico suicidio che ha scosso la nostra comunità nelle scorse settimane. Il Sindaco ha ripercorso le interlocuzioni avute con la coppia circa un anno fa in cui essi avevano esposto la difficoltà nel trovare un’occupazione. In particolare si è voluto ribadire che nessuno ha voluto dirottare le due persone verso centri per l’impiego, come scritto su qualche giornale, tant’è che dopo circa un mese il compagno aveva trovato un posto di lavoro. L’amministrazione, come in tutti i casi simili, non ha trattato con superficialità la tematica, prodigandosi e impegnandosi per quelle che sono le possibilità proprie di un Comune.

Spiace che qualcuno abbia voluto utilizzare politicamente una vicenda tragica, che dovrebbe invece a portarci a riflettere in silenzio come comunità su quanto è accaduto.

Punto 2: Comunicazioni del Presidente

Il presidente ha iniziato le proprie comunicazioni chiedendo di fare un minuto di silenzio per la maestra Giaele Zerbini, venuta a mancare pochi giorni fa. A Giaele va il nostro più sentito grazie per essere stata partigiana, amministratrice pubblica ed educatrice della nostra comunità.

Il presidente ha poi comunicato di aver fatto il versamento del gettone di presenza di ogni consigliere della seduta del 29 ottobre, per una quota totale di 340 €, all’associazione Jaima Saharawi per mandare aiuti al popolo Saharawi colpito da un’alluvione nell’ottobre 2015.

Punto 3: Approvazione del verbale di seduta del 30/09/2015

Punto 4: Interrogazione del Gruppo “Per Guastalla” sulla condizione della RSA Bisini

L’interrogazione intendeva chiedere il punto della situazione sulla RSA Bisini, dopo il caso di legionella dell’ottobre scorso. Il Sindaco, che avrebbe comunque dato un riscontro sulla situazione nelle proprie comunicazioni, ha confermato che i responsabili di Coopselios, cooperativa che gestisce la struttura, su indicazioni dell’Ausl di Reggio Emilia, hanno eseguito tutte le prescrizioni, leggendo la seguente nota rilasciata da Coopelios: “L’erogazione dell’acqua sanitaria è consentita in quei terminali in cui sono stati installati specifici filtri assoluti (circa venti). L’igiene personale viene regolarmente svolta nei due bagni assistiti, nel rispetto di quanto richiesto dagli standard assistenziali previsti. Tutti i wc possono essere indistintamente utilizzati con relativo scarico dell’acqua. La ristorazione è garantita mediante pasti prodotti in loco e la cucina osserva l’ordinaria programmazione stagionale dei menù. Le stoviglie utilizzate sono di tipo tradizionale, ovvero non sono monouso e il lavaggio avviene per mezzo di lavastoviglie automatica. Permane l’esternalizzazione del servizio di lavanderia presso ditta specializzata. Si segnala inoltre che sono state completate tutte le lavorazioni sull’impianto idrico-sanitario, nonché di avere ottemperato a quanto richiesto dall’Ausl- Dipartimento di Igiene Pubblica. Lo stesso Ente ha infine provveduto ad effettuare i campionamenti dell’acqua, di cui si attendono gli esiti”. In tutto questo, il Comune ha sempre seguito passo a passo tutta la vicenda, in collegamento con Coopelios, Ausl e ASP.

Il sindaco ha infine annunciato l’ amministrazione comunale ha sospeso l’ aumento di 2 euro al giorno sulle rette, rimaste a 68 euro.

Punto 5: Interpellanza del Gruppo “Per Guastalla” sulla situazione dei servizi sociali

L’Assessore Matteo Artoni ha risposto all’interpellanza del gruppo di centrodestra, evidenziando come fin dal maggio del 2014 l’assessorato al Welfare abbia voluto riflettere e lavorare sulle nuove povertà. Non a caso, già nei primi mesi del nostro mandato è stato creato un Tavolo delle Nuove povertà che ha coinvolto numerose associazioni di volontariato sociale del territorio, con il quale si riflette costantemente sulle azioni da mettere in campo.

Da questo tavolo è nata l’idea dell’Emporio Solidale, che vedrà presto la luce e che darà una risposta concreta a tanti bisogni, mettendo in rete esperienze diverse. L’assessorato ha portato in tutte le frazioni gli sportelli sociali (a breve arriverà anche a San Girolamo), che nel 2015 hanno avuto 957 accessi di cui il 64% italiani. Inoltre attraverso i lavori socialmente utili e i tirocini (su cui a breve ci saranno delle nuove politiche regionali) si riuscirà a dare ulteriori risposte.

Artoni ha voluto quindi ribadire come i Servizi sociali guastallesi non siano negligenti e anzi, siano costantemente al lavoro per trovare nuove soluzioni per avvicinare i cittadini e per operare su una zona grigia, quella delle nuove povertà, difficile da cogliere ma sulla quale si sta lavorando e ragionando tutti i giorni.

Punto 6: Mozione del Gruppo “Guastalla Bene Comune” a tutela del Lambrusco

Questa mozione (votata all’unanimità), portata anche in Consiglio Provinciale e in altri Comuni reggiani, fu depositata dal nostro gruppo a dicembre con l’obiettivo di promuovere ogni azione per la tutela del Lambrusco stimolando tutti i livelli istituzionali. A fine 2015, infatti, la Direzione generale Agricoltura della Commissione Europea propose di liberalizzare la produzione dei vini che non sono legati strettamente al nome di una località geografica. Tale proposta, avrebbe permesso quindi di denominare come “Lambrusco” (e molti altri vini italiani) tutti i vini realizzati con i vitigni del Lambusco anche se prodotti in altri contesti geografici (soprattutto Spagna e Portogallo). Ciò avrebbe provocato un contraccolpo non indifferente sulle nostre economie, considerando che nel 2014 sono state vendute circa 200 milioni di bottiglie di Lambrusco, di cui il 63% destinate all’export, per un fatturato di oltre 570 milioni di Euro.

Scegliere di difendere i prodotti locali non è una battaglia campanilista ma la volontà di rinunciare all’omologazione globale.

Le interlocuzioni tenute in queste settimane, basti a pensare al Convegno ad Arceto del 30 gennaio scorso, con il Ministro Martina e l’Europarlamentare De Castro, stanno sortendo i primi risultati. Il 23 febbraio il direttore generale della Direzione generale Agricoltura ha proposto di ritirare l’atto delegato per la liberalizzazione dei vini. Ora si attende l’ultima parola del commissario europeo all’agricoltura Hogan per sancire la vittoria di questa battaglia.

Punto 7: Adozione del Piano della Luce

L’Ing. Valenti ha illustrato il Piano della luce che, ai sensi di legge, dovrà essere recepito nel Regolamento Urbanistico Edilizio. Il piano si basa sullo studio di tutto il sistema di illuminazione pubblica presente sul territorio comunale, attraverso l’esame e il rilievo del materiale di sostegno, il tipo di lampade e il livello di degrado. Da tale studio scaturisce il progetto degli interventi futuri in base a codici di priorità (sicurezza statica, sicurezza elettrica, ottimizzazione dei consumi e risparmio energetico, compatibilità con le normative vigenti in materia di inquinamento luminoso, stato di conservazione dei punti luce). Per tutti gli interventi di manutenzione sulla pubblica illuminazione e per quelli da realizzare nelle nuove urbanizzazioni, ci si dovrà attenere alle indicazioni individuate in questo piano. Questo piano, votato all’unanimità, verrà implementato e realizzato negli anni con interventi mirati messi a bilancio, permettendo risparmi e un approccio più sostenibile.

Punto 8: Approvazione bozza di protocollo d’intesa tra il Comune di Guastalla e la Provincia di Reggio Emilia per la realizzazione del nuovo palazzetto dello sport ed utilizzo anche degli istituti B.Russell e M.Carrara – Atto di indirizzo

Votando l’atto di indirizzo per l’approvazione di un protocollo d’intesa tra il Comune di Guastalla e la Provincia di Reggio Emilia per la realizzazione del nuovo Palazzetto dello Sport ad utilizzo anche del Polo scolastico, si mette una primo tassello nel percorso che ci porterà a realizzare dopo tanti anni la nuova palestra.
Il progetto che verrà portato avanti è quello già pagato nel 2009, il quale verrà aggiornato per rispondere alle nuove normative edilizie, e che individua la realizzazione del palasport nell’area adiacente all’anello di atletica.
Si tratta sicuramente di un progetto strategico per la nostra comunità e per tutta la Bassa Reggiana per almeno tre motivazioni:

  • Risponde alle esigenze degli Istituti Scolastici Russell e Carrara, i quali contando oltre 1700 studenti, necessitano di nuovi spazi per le ore curricolari di educazione fisica;
  • Risponde alle esigenze delle società sportive guastallesi;
  • Crea un contenitore multifunzionale capace di ospitare eventi e iniziati vedi rilievo sovralocale.

Qualsiasi altra scelta avrebbe portato alla mancanza di una di queste motivazioni ed è per questo che la strada intrapresa dalla Giunta è quella migliore e che risponde al più alto numero di esigenze del territorio.

Inoltre, il protocollo d’Intesa con la Provincia evidenzia il rilievo dell’opera, ribadendo le motivazioni che già nel 2008/2009 avevano portato al cofinanziamento e apportando un sostegno politico decisivo.

Sarà merito di questa Giunta, in particolare dell’Assessore Fornasari che fin dai primi giorni di mandato si è mosso per ascoltare tutte le parti coinvolte e arrivare ad un obiettivo condiviso, se Guastalla avrà finalmente un impianto sportivo multifunzionale e vissuto per tutto l’arco della giornata. Ancora una volta il centrosinistra ha il merito di riprendere percorsi e progettualità abbandonate negli anni scorsi (sul Palasport la giunta Benaglia disse sempre che non era una loro priorità!), con l’obiettivo di ampliare i servizi per tutta la comunità.
L’ordine del giorno è passato con il voto favorevole della maggioranza e l’astensione dei due gruppi di opposizione.

Punto 9: Determinazione del piano delle alienazioni

Questo punto è la ripetizione annuale del piano delle alienazioni, con aree già inserite anche negli anni scorsi. Il punto è passato all’unanimità.

Punto 10: Mozione del Gruppo “Movimento 5 Stelle” avente ad oggetto “Istituzione del question time del cittadino”

La mozione proponeva di istituire il Question Time del Cittadino, uno spazio dedicato a richieste che i singoli cittadini potevano presentare al Sindaco, agli assessori e ai consiglieri comunali.

Attraverso l’intervento del Consigliere Massimo Berni, il nostro gruppo consiliare ha espresso perplessità per questa proposta. Il Question Time è infatti uno spazio di norma spettante ai parlamentari o ai consiglieri comunali, non alla cittadinanza. Ed è proprio in questo che risiedono i dubbi maggiori: il Consiglio Comunale, in base allo spirito che investe tutto l’ordinamento degli enti locali, le norme, lo statuto, i regolamenti, è il luogo in cui si esercita la rappresentanza. I consiglieri dunque vengono eletti per rappresentare le istanze, le domande, le esigenze della cittadinanza, per interpretarle e rielaborarle, con strumenti e scelte adeguate, con discrezionalità politica e amministrativa. In una parola: siamo noi consiglieri ad essere stati eletti e siamo noi a dover farcene carico, con le nostre prerogative  e con  le nostre responsabilità.

Le due cose non ci sembrano sovrapponibili, creando così molta confusione e la confusione, si sa, è nemica delle istituzioni. Si dirà ovviamente che abbiamo paura, che non si vuole “dar voce al popolo”, che temiamo confronti e che ostacoliamo la trasparenza, ecc, ma non è così! I

I nostro statuto prevede già (con ben 20 articoli, dal 50 al 70) una serie di strumenti di relazione con l’amministrazione comunale, dall’accesso alle petizioni, dalle istanze ai referendum consultivi. Senza contare poi gli obblighi di legge, l’Ufficio Relazioni con il Pubblico, lo streaming delle sedute, la possibilità di chiedere appuntamenti a funzionari, impiegati, assessori e sindaco.  

È credibile che si usi il consiglio per formulare domande “di carattere generale” – come scritto nel modello allegato – ma di interesse personale, a un’assemblea plenaria come si propone in tutti i Comuni a 5stelle? 
O non sarebbe forse più opportuno tutelare, migliorare e potenziare il rapporto con i cittadini all’interno dei servizi, degli uffici, degli assessorati (ad esempio arrivando a istituire le segnalazioni URP via web o migliorando il rapporto con le associazioni, per mezzo di consulte o coordinamenti), in modo concreto e approfondito?

Esiste davvero questa impossibilità di parlare con le istituzioni, in una dimensione tutto sommato piccola come quella guastallese? 
Il tema può valere per le grandi realtà metropolitane, per enti e strutture molto complesse, per agglomerazioni problematiche, non certo per un paese della bassa pianura. In pratica: si può citare un solo esempio di cittadino che non sia stato almeno accolto e ascoltato da questa amministrazione? Uno solo? 
Risposta: Non c’è. E non c’è nemmeno un deficit di democrazia, come abbiamo detto alte volte

Se si tratta di “partecipare” è corretto dire che la partecipazione è tale se diventa progettazione, nella quale ci sono attori, ruoli, responsabilità, e se è accompagnata da un lungo, serio lavoro comune: un po’ come quello che, in via sperimentale, si sta conducendo per la frazione di Pieve, al di fuori dell’aula di un consiglio.

Se si tratta di permettere alla cittadinanza di esprimersi, formulare critiche, consigli e insulti – perché è ovvio che certe scelte sembrano impopolari e possono destare rispettabile ostilità, come nel caso di Baccanello – con le numerose assemblee pubbliche già svolte, e quelle in programma, è allora corretto dire che le occasioni non mancano, così come i momenti di esposizione su temi specifici, tecnici, open day di quartiere, aperti al pubblico.

Quindi, in conclusione, pensiamo che il problema non sia quello di avere uno strumento in più da aggiungere al regolamento, secondo uno schema ormai consolidato per cui è la tecnica che fa il servizio e quello che c’è già non basta mai. Le norme ci sono, come descritto, e sono la più limpida garanzia per il cittadino. Il resto è una questione di contenuti, di merito delle scelte, di investimenti, di strategie e obiettivi che si possono condividere o meno, sui vari settori, ma queste nessun protocollo le potrà regolare, se non una libera discussione negli spazi che qui ci vengono offerti e che abbiamo l’obbligo di sfruttare fino in fondo, con le nostre capacità, se le abbiamo

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